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/italia/ - Santi poeti pizzaioli

Almeno non è la Svezia

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 No.513

60 e rottinculo milioni di persone e oddio ci fosse una comunità Italiana decente.

Svegliatevi, Italioti.

 No.515

>>513

Qualche piccolo forum dove si può discutere civilmente esiste, ma appunto, parliamo di comunità di nicchia frequentate da pochi appassionati. Più generale è l'interesse e più la qualità delle conversazioni diminuisce. Intendiamoci, non è solo l'Italia ad avere questo problema, ma credo che qui si noti di più perché rispetto ad altri paesi ci sono meno persone che navigano, e di quelle che lo fanno, molte preferiscono frequentare siti in lingua inglese perché le fa sentire più intelligenti.


 No.518

Definisci "decente".


 No.519

>>515

Ho la possibilità di frequentare siti internazionali pieni di gente.

Posso conoscere molte persone di cui tantissime competenti.

>Dovrei frequentare siti Italiani popolati da 4 persone. Kappa…


 No.523

>>519

Di persone competenti ce ne sono tante anche in Italia, solo che se tutte ragionano come te…


 No.524

>>523

Non ho detto che non ce ne sono.

Di persone competenti ce ne sono molte di più in Italia che all'estero.

Fatto sta che molte le trovi in comunità internazionali.

In comunità internazionali ho conosciuto persone Italiane con le palle quadrate, ma se avessi visitato siti Italiani popolati da 4 persone non le avrei mai conosciute


 No.527

>>524

>Di persone competenti ce ne sono molte di più in Italia che all'estero.

Allora che bisogno c'è di frequentare comunità internazionali quando una comunità italiana avrebbe già al suo interno tutte le energie e le competenze necessarie per avere successo?


 No.534

>>515

Io non è che preferisco frequentare siti inglesi perché mi fa "sentire più intelligente", ma perché posso avere accesso all'esperienza di migliaia (milioni?) di persone sparse per il mondo. Se io ho un problema con un pezzo di codice che non riesco a fare funzionare magari la comunità Italiana piccola non sa darmi una risposta, perché sono in pochi e non hanno avuto esperienze simili, ma se lo posto nel subreddit di programmazione o StackExchange magari c'è un Cinese o un Filippino o un Tedesco o un Russo che ha avuto un problema simile e sa consigliarmi.

Idem per tante altre cose, come la fotografia, l'arte, matematica, elettronica, eccetera.

Non parliamo poi della qualità delle notizie dei nostri media nazionali vs quella delle miriadi di comunità internazionali.


 No.535

>>527

Io frequento siti internazionali dove c'è più possibilità di ricevere aiuto o pareri.

Per esempio frequento stack overflow.

Molte volte ho postato domande e mi ha risposto gente Italiana.

Gli Italiani sono competenti e bravi, ma spesso li trovi su stack overflow piuttosto che su dei piccoli forum Italiani dove magari ne trovi solamente uno.

Siamo in un periodo di globalizzazione, su internet ci sono miliardi di persone, perchè non unirci e ricavare il meglio da tutto?

è stupido dividersi in piccoli gruppi.

L'unione fa la forza.

L'uomo non è sopravvissuto più degli altri animali perchè ha qualcosa di particolare, anzi.. se un cavallo ti da una zampata ti ammazza.

L'uomo è andato avanti perchè andava a caccia insieme a tante altre persone e alla fine il cavallo lo ammazzavano e se lo portavano a casa


 No.536

>>535

E non dimentichiamoci che ci siamo sempre fatti valere, comunque, in informatica. E' solo che l'Italia non la romanticizza come la fanno gli Amerianinglesi, anzi, la vedono come qualcosa di cui avere timore. (In un certo senso fondato, gli stiamo automatizzando tutto, pure i controlli fiscali!)

Il primo personal computer (inteso come macchina Turing-completa portatile) è Olivetti, VOL (VideoOnLine) aveva già il portale multilingua con tanto di webmail e webchat nel 1995-1996 (c'ero!), ben prima degli Amerikani, Federico Faggin ha progettato lo rivoluzionario Z80, Arduino è Italiano al 100%.

Il mitico Salmoria, craccando l'incraccabile, ci ha regalato il MAME.

Mi parlano di Khan Akhademy e Coursera, e la Uninettuno faceva la stessa cosa 20 anni prima! Cronologia.it, pur non essendo editabile in tempo reale (accettava contributi però), era online ben prima che Wikipedia esistesse.

I manga e i fumetti scansionati sul mulo si trovavano già nei primi anni 2000, prima ancora che esistessero CBR, ePub e MOBI, e c'era pure qualche scanlation.

Insomma, non siamo i primi arrivati, eh.

Nel mondo siamo apprezzatissimi. Quello che dispiace è che non ci sia una "Italia Valley" e siamo sempre costretti ad emigrare.


 No.537

>>536

>Quello che dispiace è che non ci sia una "Italia Valley" e siamo sempre costretti ad emigrare.

A questo proposito mi rialliaccio al discorso fatto prima sulla lingua: l'Italiano è la lingua di Dante e tutto quanto, ma se vuoi creare un hub nel quale attrarre talento estero allora devi parlare Inglese. Fine.

Se io vado al MIT parlo Inglese. Se vado all'università in Norvegia parlo Inglese. Se devo pubblicare un paper lo pubblico in Inglese.

Methinks (<-vi fa incazzà eh faggiani?) che tutto 'sto casino sia dovuto al fatto che i professori stessi sanno benissimo di parlare l'Inglese maccheronico di Rensie, se non peggiore, e che non sarebbero capaci di insegnare al gatto di fare i bisogni nella sabbietta con quel paraidioma che chiamano "inglish".

Questo è il problema. Ma sul serio mi vogliono fare credere che sono preoccupati per la lingua Italiana quando permettono a gente paradialettale come Di Pietro di fare il magistrato e di scrivere sentenze che sembrano vomitate da Google Translate Romanesco-Italiota?

Ma ddai.

Scusate lo sfogo, 'sto brillo.


 No.538

>>537

>un hub

>un paper

>methinks

Eccolo là, l'italiota medio. Stai più careful con i drinks, che il cervello ti va in crash.


 No.541

YouTube embed. Click thumbnail to play.

>>538

E poi si chiedono perché in Italia non si fa eccellenza e perché scappano tutti all'estero: per questo.

Perché i primi della classe, quelli che l'eccellenza la vogliono, vengono presi a sberleffi dal Pierino (o dai Pierini) della situazione.

(Fossimo stati in aula sarebbe successo tipo così: "Ooooh, ha detto hub regà! Ma che se crede da essere, n'aereporto?" Classe: AHAHAHAHHA. 10 minuti solo per riportare l'ordine, filo del discorso perso.)

Avessi detto chissà che poi, è terminologia standard in ambito accademico.

Ma non sia mai che Pierino non accenda le sue scorreggie in classe pur di disturbare.


 No.543

>>541

Io ero il primo della mia classe in inglese, ma non mi sarei mai sognato di uscirmene con paroli inglesi a casaccio nel bel mezzo della lezione di storia. Quelli come te che non hanno rispetto per la propria lingua meritano solo di essere sbeffeggiati.

>Avessi detto chissà che poi, è terminologia standard in ambito accademico.

Mi importa 'na sega se è terminologia standard. Non è neanche una di quelle parole difficili da tradurre, perciò non c'è nessuna scusa per non usare un corrispettivo italiano.


 No.544

>>543

>Io ero il primo della mia classe in inglese, ma non mi sarei mai sognato di uscirmene con paroli inglesi a casaccio nel bel mezzo della lezione di storia.

Parole a casaccio di cosa? Ci sono centinaia di parole che hanno un corrispettivo Italiano che non usa nessuno perché ti farebbe suonare come tuo nonno. Come lo tradurresti "hub", fulcro? nodo centrale? o "ripetitore" in ambito informatico?

Chiami "calcolatore" il computer? "interrete" internet? "commutatore" uno switch? "tracciatore" tracker? "corsa leggera" jogging?

E poi cazzo, era ovvio che "methinks" era scritto per scherzare. Siamo su 8chan. Pensi che vada in giro a parlare come la regina Geltrude?

>Quelli come te che non hanno rispetto per la propria lingua meritano solo di essere sbeffeggiati.

Ora siccome uso qualche parola inglese "non ho rispetto per la mia lingua". Vivessimo in un paese di poeti, grandi scrittori, grandi lettori, poi, potrei anche capire. Ma non mi pare proprio. Quando cammino per le strade d'Italia, qualunque città, sento sempre parlare una versione dell'Italiano che tutto è tranne che "standard", o perché dialettizzata o perché piena di vocaboli stranieri, che sia "drink" o "vernissage" o "bingo", quello che è. E succede ovunque, Nord e Sud, e a chiunque, dal tassista all'avvocato. E sulla qualità dell'Italiano scritto medio è meglio sorvolare.

Io parlo sempre Italiano standard e non ho particolari cadenze dialettali, e un paio di volte sono stato sbeffeggiao proprio per questo, pensa un po'. "Parli come un libro stampato". Capito come? Se parlo Italiano corretto al punto di dire "d'accordo" invece di "okay", sono il professorino, se oso dire "hub" o "paper" sono un traditore della patria che vuole spararsi le pose da strafigo internazionale, se parlo italiano "de strada" sono una merda ignorante. Decidetevi.

Poi sullo sbeffeggiare il manager (pardon, dirigente?) medio che butta ridicoli inglesismi alla cazzo di cane tipo "team building" o "meeting" o "quality time" o "checcare" perché lo fa sembrare (a senso suo) più figo sono d'accordissimo. E non parliamo poi di quelli che usano l'inglese per sdoganare merda assoluta, tipo "gansta rap" o "body rental".

>Mi importa 'na sega se è terminologia standard.

E a noi importa 'na sega se a te importa 'na sega. Le cose stanno così e basta.




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