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/italia/ - Santi poeti pizzaioli

Almeno non è la Svezia

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 No.695

Oggi è la giornata internazionale della violenza sulle donne. Avete picchiato la vostra ragazza per festeggiare? Basta anche solo un ceffone.

 No.696

>tfw no gf da pestare come un tamburo


 No.697

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>>695

>35% delle donne Italiane sono vittime di abusi

>probabilmente è solo l'1% perchè pure dirle che non le va bene il vestito rammendato con la stoffa delle tende conta come abuso

Sono contento di avere una donna dura dentro e fuori come gf


 No.698

>>697

se uno ascolta certe statistiche i campus americani sono sul livello di rwanda e di guerra in bosnia per quanto riguarda gli stupri…


 No.699

>>697

Ancora non siamo a quei livelli ma se continuiamo a seguire le mode che vengono da oltreoceano e dalla Svezia, ci arriveremo presto. Già quando andavo alle superiori io, più di una decade fa, c'erano femministe che andavano di scuola in scuola a predicare le loro idee malsane e le ragazze se le bevevano tutte.


 No.700

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>>699

>>698

Com'è il lato feminism dalle vostre parti?

Qui al sud è veramente sporadico, ma è più legato all'ignoranza dilagante che a gente dai sani principi.


 No.701

>>700

L'ignoranza ed il provincialismo che impediscono l'affermarsi di un movimento egualitario ed antifemminista, sono fortunatamente gli stessi che ostacolano il diffondersi del femminismo stesso.

Ma se ci pensi bene in questo Paese ogni comunità o movimento più o meno ideologico, è un imbarazzante scimmiottamento della versione estera che non va da nessuna parte, ma non da oggi, da secoli. La comunità scettica/atea in particolare è insopportabile.

Di autoctono non nasce nulla di buono, e se succede per fortuna non varca i confini nazionali.


 No.702

>>701

>Ma se ci pensi bene in questo Paese ogni comunità o movimento più o meno ideologico, è un imbarazzante scimmiottamento della versione estera che non va da nessuna parte, ma non da oggi, da secoli.

molto vero. basti pensare ai nostri figli dei fiori.

>>701

>Di autoctono non nasce nulla di buono, e se succede per fortuna non varca i confini nazionali.

e qui mi perdi…

ci sono un sacco di concetti e di sistemi di pensiero molto interessanti che sono usciti da questo paese, sia di buone che di cattive, se pensi che il cosiddetto marxismo culturale lo si fa risalire a Gramsci…

e sinceramente mi piacerebbe sapere dov'è che la comunità scettica/atea non è insopportabile.

per me gli atei organizzati sono la prova vivente che certe persone hanno un bisogno disperato di religione.

quando ho visto degli "scettici" buttare dalla finestra il loro presunto scetticismo per difendere neil degrasse tyson che era stato beccato a inventarsi storie e citazioni

https://www.washingtonpost.com/news/volokh-conspiracy/wp/2014/09/22/does-neil-degrasse-tyson-make-up-stories/

la mia interpretazione è stata che a questo sottogruppo di persone piace:

a- sentirsi dire cosa pensare

b- sentirsi migliori/più intelligenti degli altri


 No.703

>>701

>un movimento egualitario ed antifemminista

definisci movimento egualitario.

io, personalmente, non credo che uomini e donne, in generale e per il bene di tutti, non dovrebbero partire dall'assunto che siamo uguali in qualcosa di più che di fronte alla legge.

e baso il mio pensiero su diversi fatti che, a me sembrano ovvi, ma che apparentemente non lo sono per molti.

questi fatti sono:

>gli uomini e le donne sono fisicamente differenti

e qui non credo di scandalizzare nessuno.

che le donne siano fisicamente più deboli e che fanno i bambini non credo sia argomento di discussione. ma già si può sfatare la frase "qualsiasi cosa può fare un uomo, una donna può farlo meglio".

tutti i tentativi di trovare "uguaglianza" in questo campo, si è sempre risolta in un abbassamento degli standard generali per poter far entrare tutti a volte con risultati ridicoli.

http://www.washingtontimes.com/news/2015/apr/19/marine-corps-weighs-lower-standards-for-women-afte/?page=all

>scacchi femminili

io ho sempre avuto la concezione che almeno mentalmente uomini e donne fossero uguali.

quando ho scoperto che esistevano gli scacchi femminili, è stato un bello scossone per me.

alcune femministe hanno incolpato il patriarcato. ma sinceramente non capisco in cosa si traduca questa affermazione.

chiunque può imparare a giocare a scacchi. non hai nemmeno bisogno della scacchiera o dei pezzi( che ci si può fabbricare benissimo da soli) o addirittura di qualcuno con cui giocare.

che io sappia Bobby Fischer era un ragazzino povero, strano e senza amici. come ha fatto a diventare campione del mondo?


 No.704

>>703

e poi ci sarebbe un'altra cosa ancora, l'accusa che le donne sono troppo emotive.

anche quello, io pensavo che fosse uno stereotipo ingiusto e non comprovato da niente di attendibile. poi ho scoperto questo

https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_differences_in_suicide

le donne "tentano" di più il suicidio ma per qualche ragione gli uomini muoiono suicidi dalle tre alle cinque volte di più delle donne.

sia ben chiaro, conosco donne più istruite,più in forma di me, più ambiziose, più intelligenti di me e non sarebbe giusto ne vantaggioso per nessuno se non potessero seguire le loro inclinazioni e fare bene quello che sanno fare.

ma in generale non conviene alla donna media cercare di essere giudicata nel modo in cui un uomo ne giudica un'altro…


 No.705

>>704

e mi verrebbe da dire che in termini di norme legislative siamo probabilmente già arrivati.

ma mi piacerebbe tantissimo sentire l'opinione di qualcuno che pensa che si potrebbe fare qualcos'altro e cosa…


 No.714

File: 1448641005532.jpg (127.54 KB, 640x427, 640:427, Benito-Mussolini.jpg)

>>701

>Ma se ci pensi bene in questo Paese ogni comunità o movimento più o meno ideologico, è un imbarazzante scimmiottamento della versione estera che non va da nessuna parte, ma non da oggi, da secoli.

Non stai dimenticando qualcosa?


 No.715

>>702

non ricordo molto della vicenda con Degrasse Tyson, in quel periodo non frequentavo troppo l'interwebz per impegni. Ricordo che TheAmazingAtheist lo difese in un video, ma cambiò idea dopo la veemente risposta che gli tirò addosso Razorfist.

Uno dei principali errori che gi atei tendono a commettere è il presumere che il secolarismo sia una diretta conseguenza dell'ateismo. È vero che le ragioni che portano un individuo a diventare un secolarista sono pressochè le stesse che lo portano a diventare ateo in primo luogo, come il riconoscimento del valore del pensiero critico e razionale, del metodo scientifico, dell'incostintenza storica e scientifica delle sacre scritture, la loro natura contraddittoria e la loro moralità discutibile per gli standard attuali, ed il prendere familiarità con il formulare argomentazioni che siano logicamente corrette. Ma non funziona sempre così.

Chi si convince che diventare ateo lo farà sentire più intelligente dei suoi coetanei quindicenni, se invece di leggersi Dawkins o Hitckens, ed aprire un libro di scienze, decide di intraprendere un'ignorantissima ricerca su Google, che più che portarlo alla scoperta di consistenti argomenti scientifici/filosofici ed una curiosità per le scienze naturali, è molto più probabile lo porti ad assimilare quelle in pratica non sono altro che teorie del complotto sulla nascita del cristianesimo, insieme a tutte le puttanate della colonnina di destra, che razza di secolarista vuoi che diventi?

È per questo che molti che decidono di abbandonare la religione non aspettano altro che sostituirla con qualcos'altro, la ragione per cui vediamo il fiorire di roba come il femminismo, il vegasimo, un mucchio di complottismi vari, spiritualismi vari, ed ovviamente fanatismi polici. Qualunqua cosa fornisca una visione del mondo abbastanza totalitaria, con un comodo set di dogmi e dottrine che donino senso e scopo alla propria esistenza, ed ovviamente un set di nemici su cui scaricare le proprie frustrazioni.

Per quanto riguarda la disperata necessità di sentirsi più intelligenti degli altri, questa sta dominando l'atmosfera da molto tempo su Reddit e Facebook italiani, la quale si traduce il più delle volte, nella sistematica attribuzione all'interlocutore dell'appartenenza a gruppi considerati intellettualmenti inferiori, che sembra diventata il vero eSport nazionale. Non l'ultima delle ragioni per cui li abbandonati.


 No.716

>>714

L'egualitarismo è l'idea che tutti debbano avere pari diritti e pari opportunità e generalmente essere considerati uguali davanti alla legge. Non vuol dire che tutti gli individui siano identici.

Il fatto che esistano innate differenze psicologiche tra uomini e donne non impedisce alla società di perseguire l'obiettivo di parità di diritti e opportunità tra i generi.

"Equality" non è una brutta parola, sono le femministe che ne presentano un'aberrazione.


 No.717

intendevo

>>703

>>714

mi rimangio tutto, il nazional-socialismo ci è riuscito alla grande, lo abbiamo perfino esportato al nord!

gg wp


 No.718

>>701

Un movimento che si dichiarasse egualitario ed antifemminista finirebbe comunque per mettere i desideri delle donne prima di quelli degli uomini, perché partirebbe dal presupposto che gli uomini e le donne sono uguali -non lo sono- e in ogni situazione in cui i loro desideri non convergono, gli uomini cederebbero il passo di propria spontanea volontà. Se vuoi farti un'idea di che tipo di mentalità stiamo parlando, fatti un giro su

https://reddit.com/r/mensrights

>>716

E perché tutti dovrebbero essere considerati uguali davanti alla legge se non sono uguali di fatto? (Comunque si dice "sessi", i generi sono quelli delle parole…)


 No.719

>>718

>perché tutti dovrebbero essere considerati uguali davanti alla legge se non sono uguali di fatto?

Solo perché gli uomini sono leggermente più intraprendenti e le donne leggermente più empatiche, secondo te vuol dire che non dovrebbero avere gli stessi diritti o arrangiamenti legislativi che garantiscano pari opportunità? Sul serio? In poche parole il concetto di "equality of outcome" é una diretta conseguenza dell'egualitarismo in generale? Non sono d'accordo per niente, ma se le cose stessero così, tu quale via d'uscita suggeriresti?

>Se vuoi farti un'idea..

Una delle ragioni per cui non mi sono avvicinato al Men's Rights Activism è proprio il fatto che molti MRA non sono che femministi con un altro nome, che si bevono, tra le altre cose, che se anche gli uomini sperimentano ineguaglianza e sono vittime di pregiudizi, ciò non è che un altro sintomo della società maschilista/patriarcale, o addirittura promuovono un femminismo al contrario dove sono gli uomini oppressi da tutto e tutti. Varianti comuni forse più in Italia che negli Usa. Tuttavia l'idea che gli mra mettano generalmente le donne prima degli uomini, su Reddit poi, mi sembra piuttosto nuova.. anche guardando tra i post non capisco a cosa ti riferisci.

>si dice "sessi", non generi

non so dove vuoi andare a parare..


 No.720

>>719

>Solo perché gli uomini sono leggermente più intraprendenti e le donne leggermente più empatiche

Eh, fossero solo quelle le differenze! Per esempio, i maschi e le femmine maturano diversamente, imparano diversamente, hanno interessi diversi, reagiscono diversamente allo stress ed agli stimoli visivi, hanno modi diversi di socializzare, di organizzarsi all'interno di un gruppo e di trattare quelli al di fuori del gruppo, eccetera eccetera.

Secondo me dovremmo proprio scartare il concetto di uguaglianza, perché anche con tutte le buone intenzioni che possiamo avere, è un vicolo cieco. Prendi per esempio il lavoro. Economia permettendo, una donna può permettersi di non avere un lavoro, perché suo marito non avrà nessun problema a mantenerla, specie se ci sono dei figli di mezzo.

Ma invertendo i sessi, le cose cambiano. Pochissime donne sarebbero contente di avere a casa un marito che non è in grado di mantenersi da solo. Allora è giusto che gli uomini debbano competere con le donne per gli stessi posti di lavoro? Secondo la dottrina delle pari opportunità, sì, ma in pratica questa si scontra con una realtà in cui gli uomini sono costretti a lavorare se vogliono una famiglia, mentre le donne possono farne a meno.

Un sistema politico e legale dovrebbe riflettere i bisogni reali delle persone, non cercare di imporre un'ideologia che suona bene sulla carta ma poi di fatto crea solo problemi a non finire.

>In poche parole il concetto di "equality of outcome" é una diretta conseguenza dell'egualitarismo in generale?

Il "pari risultato" è soltanto una tattica usata dalle femministe quando gli fa comodo, cioè quando le donne sono "sottorappresentate" in una qualche area che gli pare desiderabile. Ed è incredibilmente efficace! Qualche anno fa la cassazione sciolse la giunta del consiglio comunale di Roma perché non c'erano abbastanza donne e costrinse il sindaco della capitale d'Italia a riformarne una in cui la parità tra i sessi fosse rispettata. Roba da chiodi. Inutile dire che una cosa del genere non sarebbe mai successa se i sessi fossero stati invertiti.

L'egualitarismo non necessariamente sfocia nel "pari risultato", ma d'altra parte non vedo come il secondo sarebbe possibile senza il primo.

>non so dove vuoi andare a parare..

Da nessuna parte, volevo soltanto fare presente che il concetto di "genere" appartiene alla grammatica. Gli esseri umani in carne ed ossa non hanno generi, ma sessi. Il femminismo vorrebbe farci credere che un essere umano che è biologicamente maschio, non necessariamente è un uomo, cioè che abbiamo tutti sia un sesso che un genere, e che i due possono non coincidere. Sempre più spesso vedo gente che usa il termine "generi" probabilmente senza rendersi conto che sta facendo il gioco delle femministe.


 No.725

>>717

beh, è effettivamente durato una ventina d'anni senza particolari scossoni.

e questo detto da uno che non è un fan.


 No.726

>>719

stavo per dire qualcosa del genere sugli MRAs.

però pensaci bene, lasciando perdere la equality of outcome, pensi che alle donne converrebbe ricevere lo stesso identico trattamento degli uomini?

e sono realmente pari opportunità le leggi e i finanziamenti tesi a "migliorare" la condizione femminile o è un modo per presentare il conto delle scelte di vita di pochi alla collettività?

>>720

>Ma invertendo i sessi, le cose cambiano. Pochissime donne sarebbero contente di avere a casa un marito che non è in grado di mantenersi da solo. Allora è giusto che gli uomini debbano competere con le donne per gli stessi posti di lavoro? Secondo la dottrina delle pari opportunità, sì, ma in pratica questa si scontra con una realtà in cui gli uomini sono costretti a lavorare se vogliono una famiglia, mentre le donne possono farne a meno.

ma quella è una stantìa reliquia culturale del patriarcato, goy!


 No.729

>>720

>fossero solo quelle le differenze

stavo volutamente esagerando per mostrare come queste differenze, seppur esistenti, non precludono a nessuno di perseguire gli interessi e le aspirazioni che preferisce. Cosa che ribadisco.

Sebbene io non abbia pienamente afferrato la tua visione, ho come l'impressione che tu stia delineando il quadro di una società in cui uomini e donne non riescono a funzionare in determinate aree per via delle loro differenze. Questo io lo trovo alquanto discutibile, considerando come esistano molto donne che eccellono anche in settori manageriali, amministrativi, o settori scientifici ed accademici anche a livelli avanzati, per i quali sembra abbastanza chiaro non siano predisposte quanto gli uomini, anche se si rifiutasse di accettare una spiegazione biologica/evoluzionistica. Così come molti uomini se la cavano più che bene in settori comunemente associati con il genere femminile. Non sembra dunque che queste barriere siano poi così influenti. In una prospettiva più pratica ed indicativa del successo economico, abbiamo in Europa un gap salariale di genere medio del 16%, non dell'80.

>Un sistema politico e legale dovrebbe riflettere i bisogni reali delle persone

Stai suggerendo un sistema che compensi attivamente gli svantaggi derivati da differenze di genere? Come ho evidenziato, non trovo che questo sia necessario, e non capisco nemmeno come questo si concretizzi in relazione al tuo esempio. Esempio che tra l'altro mi sembra anche molto semplicistico. Io sono generalmente d'accordo con la tua analisi delle diverse aspettative a cui uomini e donne sono sottoposti per il proprio ruolo in un nucleo familiare, e per il partner che eventualmente andranno a scegliere, tuttavia devo puntualizzare come questo presunto vantaggio a favore delle donne non gravi sulla società in una misura così importante.

Sebbene per le donne sia più semplice ottenere un affidabile supporto economico da una relazione che non includa la necessità di intraprendere un impiego lavorativo o contribuire comunque al reddito familiare, per trovare un partner che possa fornire un tenore di vita tale che valga la pena implementare questa strategia, è necessario essere come minimo una donna dall'aspetto e dall'intelligenza superiori alla media, cosa che esclude già una fetta della popolazione. Nel mondo reale poi per quanto una sia attraente o dalla personalità brillante, non si può permettere di sottrarsi ad una relazione di mutua assistenza per non fare nulla dalla mattina alla sera, a meno che non si sposi un tizio particolarmente benestante, il ché riduce ulteriormente la fetta della popolazione interessante. In una situazione del genere dunque, uomini e donne assumono ruoli diversi, ma tutto sommato complementare, che non dá vita ad un vero vantaggio di uno sull'altro.

Non tutte le donne possono farsi mantenere da qualcuno, e pensare che rubino ingiustamente il lavoro agli uomini è assurdo. Ed indipendentemente da ciò, non si può pensare di negare alle donne il diritto di perseguire la carriera che preferiscono, e non solo per i principi di eguaglianza di cui sei così scettico, ma anche in virtù dei principi meritocratici e del libero mercato.

>il femminismo vorrebbe farci credere che un essere umano che è biologicamente maschio, non necessariamente è un uomo, cioè che abbiamo tutti sia un sesso che un genere, e che i due possono non coincidere

Identità di genere, transessualità e disforia di genere, non sono qualcosa che qualcuno vuol "farti credere", ma una realtà, che costituisce tra l'altro una delle principali argomentazioni contro il costruttivismo sociale che sta alla base del femminismo e degli studi di genere.

Non riconoscerlo, soprattutto se condizionati da antiquate e bigotte concezioni della sessualità in generale, significa davvero fare il loro gioco, visto che le femministe non aspettano altro che darti del "transphobic" o qualunque sia la versione italianizzata del termine.


 No.730

>>726

>pensi che alle donne converrebbe ricevere lo stesso identico trattamento degli uomini?

non ha importanza se gli conviene, finchè il trattamento è il più equo e giusto possibile nell'interesse non di uomini o donne, ma di tutti. Prima qualcuno faceva l'esempio di abbassamenti degli standard per favorire l'assunzione di donne in incarichi che richiedono, tra le altre cose, una particolare prestanza fisica. Questo trattamento favorisce l'equality of outcome compensando svantaggi costituiti da predisposizioni biologiche, ma rappresenta di fatto un trattamento di favore per le donne, soprattutto se gli standard per gli uomini restano invariati, ed avere personale non adeguato al ruolo costituisce un danno per la collettività. Pertanto non può considerarsi egualitario. Anche perché se una donna crede di essere all'altezza del compito, tutto quello che deve fare è impegnarsi per raggiungere gli standard indicati. Ci sono donne che ci riescono, come credi che si sentano vedendo i propri sforzi vanificati da questo genere di iniziative?

>sono realmente pari opportunità le leggi e i finanziamenti tesi a "migliorare" la condizione femminile

in uno scenario in cui la condizione femminile è negativamente condizionata da ordinamenti legislativi, o abusi più o meno sistematici o strutturali, allora certamente sì. Se parliamo del mondo occidentale di oggi, le femministe non hanno ancora dimostrato che questi esistano davvero, perlomeno nelle circostanze e nell'entità di cui parla la loro propaganda.


 No.731

>>729

A voler essere onesti gli uomini non "se la cavano" in settori storicamente femminili. Ma in genere eccellono e in genere sono i migliori….


 No.736

>>715

sono praticamente d'accordo su tutto tranne che su i cosiddetti complottismi.

ti ricordi quando il governo americano che spiava tutti era una teoria di complotto?

e poi salta fuori che prism esiste.

chiaramente se mi vieni a dire che l'elite globale è composta da rettili spaziali mutaforma, quello è un altro discorso…


 No.737

>>730

> le femministe non hanno ancora dimostrato che questi esistano davvero, perlomeno nelle circostanze e nell'entità di cui parla la loro propaganda.

in realtà credo che considerino il fatto che non siano stati raggiunti determinati risultati, come le meno donne diplomate in materie scientifiche o nei consigli di amministrazione come prova del patriarcato.

in compenso non si sono mai fatte problemi del fatto che non assumere una donna perchè potrebbe avere bambini sia illegale ma era perfettamente legittimo non assumere un uomo se non milite esente.

o il fatto che il loro voto valesse lo stesso di qualcuno che doveva dare un paio d'anni della sua vita allo stato per la leva, appunto.

o che il fatto che la maternità sia sulle spalle del datore di lavoro e dello stato e quindi tutti ci dobbiamo accollare le scelte di vita di una sgallettata che ha voluto avere "tutto".

senza parlare del datore di lavoro, che nel caso la donna in questione ricopre una posizione di responsabilità, rimane in braghe di tela.

e le più stronze hanno anche la faccia di bronzo di lamentarsi per la mancanza di avanzamento di carriera dopo la gravidanza…

https://en.wikipedia.org/wiki/Mommy_track

sinceramente non è il fatto che qualcuno che ha un vantaggio e sta bene dove sta voglia mantenere le cose come sono. è il fatto che , nonostante tutto, alcune pensano davvero di essere tutt'ora oppresse.




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